Dopo l’affollatissima inaugurazione con Milcho Manchevski, al Miela la seconda giornata del Trieste Film Festival si apre con l’OMAGGIO ALLA SCUOLA DI WAJDA curato da Fabrizio Grosoli: i documentari ZA PŁOTEM (DIETRO IL RECINTO) e NA PÓŁNOK OD KALABRII (A NORD DELLA CALABRIA) di di Marcin Sauter, RENDEZ-VOUS di Marcin Janos Krawczyk, PRZYRZECZONA (PICCOLA SPOSA) di Lesław Dobrucki.
Alle 14 per il concorso documentari IVAN & IVANA di Jeff Silva: dopo essere sopravvissuti a 78 giorni di bombardamenti Nato e odio etnico, Ivan e Ivana decidono di lasciare il Kosovo alla volta dell’America. Arrivano però in California nel bel mezzo della crisi immobiliare, che di lì a poco esploderà. Luci e ombre dell’immigrazione negli Stati Uniti, all’alba del ventesimo secolo.
Alle 16 ancora per il concorso documentari PHNOM PENH LULLABY (LA NINNA NANNA DI PHNOM PENH) di Paweł Kloc, produzione polacca. Ilan Shickman ha lasciato Israele inseguendo il sogno di una nuova vita. Ora vive in Cambogia, a Phnom Penh con la compagna khmer Saran e le due figlie piccole, e si guadagna da vivere predicando il futuro per strada.
Alle 18 THE BOY WHO WAS A KING (IL RAGAZZO CHE ERA RE) di Andrej Paounov, (GB-Germania), alla presenza della produttrice Martichka Bozhilova. Il documentario esplora la strana storia di Simeone di Sassonia Coburgo-Gotha, che diviene re di Bulgaria a soli 6 anni, venne in seguito esiliato durante il regime comunista e poi fece ritorno al suo Paese per essere eletto Primo Ministro.
Alle 20.30 per il concorso lungometraggi il film LOVERBOY di Cătălin Mitulescu (Romania-Svezia, Serbia), alla presenza del regista e dell’attrice Ada Condeescu. E’ estate sul Danubio. La musica è alta, le auto di lusso e le ragazze abbronzate. La giovanissima Veli scappa di casa e finisce nel letto di Luca. Incursione nel mondo della prostituzione giovanile e del traffico di donne tra Romania e Italia, con due attori poco più che adolescenti e -dietro la macchina da presa- uno dei più celebrati nuovi registi romeni.
Alle 22.30 i due lavori della sezione MURI DEL SUONO, curata da Giovanna Tinunin. Il primo è FREAKBEAT del torinese Luca Pastore, un road movie alla ricerca del ‘Sacro Graal’ del beat italiano, il nastro perduto di una mitica session fra l’Equipe84 e Jimi Hendrix. Freak Antoni (mitico leader degli Skiantos), accompagnato dalla figlia Margherita, in un tour psichedelico e demenziale attraverso la campagna emiliana, tra rosette alla mortadella e cascinali perduti nella nebbia. In sala, oltre al regista, l’ispiratore del film Roberto Freak Antoni.
A seguire BIJELO DUGME, di Igor Stoimenov (Serbia), che presenterà in sala il documentario sulla più celebre band jugoslava, fondata da Goran Bregovic. I loro concerti richiamavano centinaia di migliaia di fan e vendevano milioni di album. Il film racconta la loro storia epica, fatta di sesso, droga, rock and roll e politica, in quelli che sono stati gli ultimi 15 anni della Jugoslavia.
Sempre al Miela in SALA VIDEO alle ore 11 per EASTWEEK verranno presentati vari film delle Scuole di Sarajevo e Sofia.
Alle 14.30, sempre per Eastweek, il workshop del produttore Stefano Tealdi. Nato in Sudafrica, ha studiato a Torino e poi è diventato responsabile della produzione presso i laboratori audiovisivi del Politecnico di Torino. Nel 1985 ha fondato con Elena Filippini ed Edoardo Fracchia la Stefilm, lavorandovi come regista e produttore. Dal 1988 dirige documentari in Africa e in Italia, e come produttore ha al suo attivo diversi lavori che hanno ricevuto riconoscimenti e premi. Nel 1992 si è formato al corso EAVE, Programma MEDIA dell’Unione Europea. Ha fondato con altri l’associazione FERT e ha coordinato le prime 15 edizioni italiane del worshop sul documentario Documentary in Europe. E’ stato Presidente di EDN, European Documentary Network, ed è coordinatore nazionale di INPUT (Television in the Public Interest).
Alle 16.30 la prestigiosa masterclass di ISTVÁN SZABÓ, il più celebre fra i registi ungheresi. Classe 1938, ha diretto film che hanno avuto grande rilevanza internazionale come MEPHISTO (1981), per il quale -unico regista ungherese- ha vinto l’Oscar, IL COLONNELLO REDL (1985) e LA DIVA JULIA (2004).
Szabo parlerà con studenti e pubblico raccontando la sua lunga e fortunata esperienza professionale nel mondo del cinema.
Alle 20 il lancio dello Short Contest, un concorso estemporaneo organizzato dal festival insieme a Radioincorso e a BIP Computer, rivolto a filmmaker e videomaker italiani e stranieri. Venogno comunicati il titolo e i vincoli stilistici dello spot, poi ci saranno 48 ore per ‘confezionarlo’. Per partecipare bisogna iscriversi nella sezione dedicata al concorso sui siti:
www.triestefilmfestival.it; www.radioincorso.it.
Alle 21 concorso cortometraggi-evento speciale con programmazione dedicata all’animazione.
INCONTRI CON GLI AUTORI: alle ore 10.30, al Caffè Tommaseo, incontro con MILCHO MANCHEVSKI, il cui MOTHERS ha inaugurato il festival, e che terrà una masterclass sabato pomeriggio.
Ultimo giorno all’hotel Savoia Excelsior per WHEN EAST MEETS WEST (19-20 gennaio), l’appuntamento con il meeting di coproduzione organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del FVG insieme al Trieste Film Festival, in collaborazione con EAVE, EURIMAGES, CEI (Central European Iniative), Antenna Media Torino, Cineuropa, e Consorzio Collio Carso.
182 progetti ricevuti da 29 nazioni europee, oltre 150 professionisti dell’audiovisivo provenienti da tutta Europa: l’evento prevede sessioni di pitching, tavole rotonde, presentazioni, case studies e incontri individuali. Obiettivo principale è quello di riunire un gran numero di rappresentanti dell’industria cinematografica europea provenienti dall’Italia, dall’Europa dell’Est (Albania, Armenia, Azerbaijan, Austria, Bielorussia, Bosnia e Herzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Georgia, Grecia, Kosovo, Lettonia, Lituania, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia, Ucraina, Ungheria e, per la prima volta, Russia) e da una singola regione dell’Europa occidentale selezionata e diversa di anno in anno. Il focus di quest’edizione sarà dedicato ai paesi scandinavi (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia). Il nuovo sito interamente dedicato al progetto è www.wemw.it.
